rischi del budget basso
Come ho già scritto in questo articolo, acquistando una registrazione vocale si acquistano una serie di competenze o strumentazioni alle quali normalmente non si da peso.
Nonostante questo, in moltissime occasioni è proprio il budget per il voiceover ad essere tagliato.

 

Se l’artista decide di effettuare il voiceover accettando un budget inferiore al giusto, dovrà limare qualche spesa. Questo andrà ad influire sulla qualità finale del prodotto.

La prima e più ovvia conseguenza, riguarda le revisioni, che non saranno più fatte. La registrazione diventa “buona la prima” e dovrà essere accettata per com’è.
Questo porta alla riduzione della rosa delle opzioni tra le quali scegliere. L’artista non si sentirà in dovere di trovare delle varianti, ma proporrà un’unica scelta, e si dedicherà a progetti più rispettosi delle sue competenze.
Un altro modo in cui si vanno a limitare i costi, è la post produzione. Lo speaker consegnerà un file raw, privo quindi di editing. Questo dovrà essere effettuato dal committente, al costo di preziose ore di lavoro.
Spesso lo speaker si dimostrerà poco collaborativo anche a livello personale, perché si sentirà poco valorizzato nel proprio lavoro.
Inoltre, tutti i lavori sottopagati vengono automaticamente messi in coda a tutto il resto. Un artista non apre lo studio per un progetto risicato, ma effettuerà la registrazione in coda ad altri lavori, con la voce stanca e non al 100%.
Qui a Chiara Voce mettiamo la qualità prima di tutto, e i nostri artisti sono abituati a lavorare al pieno delle forze, e a offrire il massimo ad ogni progetto.
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