Home Studio per il voiceover
Home Studio per il voiceover
Se avessi avuto un euro per ogni volta che, alla domanda: “E tu? Di cosa ti occupi?” ho risposto entusiasta “di voiceover!” e sono stata accolta da un silenzio imbarazzato, sarei ricchissima. Per fortuna il più delle volte, dopo un primo momento di shock, arriva la domanda “Cos’è il voiceover?

Questo è, infatti, uno di quei settori in cui il termine inglese copre uno spettro veramente vasto di possibilità, mentre qualsiasi termine italiano… beh suona invece terribilmente riduttivo.

Siccome tutte le mie conversazioni in merito sono finite in un bicchiere di spritz, sperando di evitare lo sguardo finalmente sollevato del mio interlocutore mentre mi dice “ma allora fai doppiaggio!!!”, ho pensato di iniziare questo blog proprio spiegando la differenza tra i due campi principali in cui viene utilizzata la voce.

 

Doppiaggio

Parto da questo perché è quello sicuramente più conosciuto, probabilmente anche perché “i doppiatori italiani sono i più bravi del mondo”.
Il doppiaggio in Italiano nasce quasi contemporaneamente all’avvento del cinema sonoro.
Infatti i cinema europei non erano attrezzati al sonoro, e durante il fascismo non si era particolarmente propensi alla proiezione di materiale non in lingua italiana.
La soluzione fu quindi quella di ammutolire il sonoro ed inserire piuttosto delle didascalie tra una scena e l’altra. Questa scelta, tuttavia, si rivelò essere estremamente dispendiosa per le ore di lavoro per realizzare una pellicola pronta all’uso in Italia, ed inoltre creava pellicole lunghe anche il doppio dell’originale.
La soluzione fu dunque quella di utilizzare degli attori (prima in America, poi direttamente in Italia) per realizzare il sonoro dei film americani.
Il doppiatore è quindi un attore che presta la propria voce all’immagine presente sullo schermo, sia di un attore in carne ed ossa ma di un’altra lingua, sia di un personaggio di animazione.

 

Voiceover

Letteralmente “Voce sopra”, è il nome che comunemente indica la voce fuori campo. Questa può trovarsi anche nei film, dove il più delle volte rispecchia il pensiero del protagonista, e viene quindi effettuato da lui stesso. In questo articolo di Cineblog puoi trovare una spiegazione più dettagliata e ascoltare l’incipit del film Viale del Tramonto.
Il voiceover è sicuramente più presente nei documentari, dove può servire una voce a supporto delle informazioni veicolate tramite il video.
Con voiceover, inoltre, si intendono anche tutte quelle registrazioni che possono esistere indipendentemente dal supporto video.
All’interno del voiceover, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie e la sempre maggiore diffusione di video a scopo didattico e informativo, esistono diverse nicchie, nelle quali un voice actor può o meno essere adeguato.
Infatti hanno caratteristiche spesso diverse e a volte possono essere inconciliabili tra loro.

 

Quali sono i diversi campi del voiceover?

Una volta compreso cos’è il voiceover, possiamo passare ad identificare le sue diverse applicazioni, ognuna delle quali ha le sue regole.
Qui di seguito ti illustrerò, brevemente, alcuni campi in cui si parla di comunemente di voiceover:

 

Audiolibro

L’audiolibro è uno strumento che ha preso piede recentemente, per consentire la lettura sia ai non vedenti che a quelle persone che per motivi di tempo si trovano costretti a lunghi viaggi in situazioni durante le quali non possono leggere, come ad esempio l’auto.
Ancora, ultimamente stanno prendendo sempre più piede anche per chi preferisce l’ascolto alla lettura.
La voce deve coinvolgere l’ascoltatore e, pur essendo letto da un unico artista, deve distinguere chiaramente tutti i diversi personaggi, ma non modificando in modo esagerato il mood di base.

 

E-learning

L’e-learning è un nuovo metodo per veicolare le informazioni che devono essere apprese, nelle aziende ma anche a scuola.
Generalmente il formato proposto è di un video sul quale scorrono delle immagini e dei testi, (a volte interattivi) con una voce narrante.
La voce ovviamente dev’essere ben modulata, in modo da sottolineare le informazioni più importanti e di non annoiare l’ascoltatore, che sarà ovviamente portato ad avere una soglia di attenzione più bassa.
Ultimamente, se non supportato dal video, può prendere anche la forma di podcast.

 

Video aziendali

I video aziendali hanno la necessità di essere chiari e di presentare al meglio l’azienda, a scopo sia interno, sia per la presentazione dei propri prodotti ai propri clienti, sia ad aspiranti tali, come parte del marketing.
La voce deve quindi seguire con precisione le linee guida aziendali: inutile utilizzare una voce brillante ed energica per un prodotto per anziani, o una voce rassicurante per un’azienda sportiva.
Per quanto riguarda sia l’e-learning che il video aziendale, dobbiamo considerare alcuni ambienti di narrazione specifica, come ad esempio la medicina. Qui fondamentale è la chiarezza in ogni termine e una spiegazione più specifica ha la precedenza su una brillante.

 

La voce per i videogiochi o i cartoni animati

L’animazione per i i videogiochi è particolare. Ci sono diversi artisti chiamati a dare la voce ad un solo personaggio.
La voce dev’essere naturale e interpretata, come nel doppiaggio.
Simile il discorso sui cartoni animati, anche se tante volte richiedono un’interpretazione più esagerata rispetto a un videogioco.

 

Spot radio e video

Negli spot, viene spesso utilizzato il voiceover, allo scopo di veicolare al meglio l’informazione pubblicitaria. In genere nel video serve di supporto agli attori che recitano, mentre nello spot radiofonico la situazione è più complicata: la voce deve riuscire ad esprimere, in pochissimo tempo, tutte le emozioni che si vogliono suscitare nel futuro cliente, che in genere si sta occupando di tutt’altro e non è molto propenso all’ascolto.

 

Spero che questo primo post ti abbia chiarito cos’è il voiceover e tutte le sue variabili.
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